Riconosciuta dal 1973, la denominazione piemontese Barbera d'Alba si sviluppa su cinquantatré comuni, tra cui Alba e Barolo. A differenza di altre espressioni regionali di questo vitigno, il disciplinare consente di completare la base di Barbera (minimo 85%) con il Nebbiolo. La DOC si caratterizza rispetto ai prodotti limitrofi per la sua versatilità: se la versione base, dal tenore alcolico minimo del 12,0% vol, non richiede invecchiamento, la sottozona Castellinaldo impone una resa ridotta a 9,5 t/ha e quattordici mesi di affinamento (di cui sei in legno e tre in bottiglia) per ottenere un vino rosso rubino, asciutto e sapido.