Riconosciuta dal 2011, la DOC Calosso si distingue nettamente nel panorama piemontese per l'impiego quasi esclusivo del vitigno autoctono Gamba Rossa N., localmente chiamato Imperatrice dalla gamba rossa, che deve costituire almeno il 90% dell'uvaggio. Questa produzione estremamente circoscritta si limita ai soli territori comunali di Calosso, Castagnole delle Lanze e Costigliole d'Asti. Il disciplinare prevede un affinamento minimo di 20 mesi per la versione base, ma la denominazione si esprime anche nelle tipologie Riserva e Passarà, un vino da uve appassite la cui vinificazione non può iniziare prima del 15 dicembre. Una specificità che protegge un patrimonio ampelografico unico e strettamente localizzato.