Riconosciuta nel 2008, l'IGT Campania si distingue dalle altre denominazioni regionali per una peculiare funzione di salvaguardia: agisce infatti come menzione di ricaduta per i vigneti DOP del territorio che non soddisfano i requisiti di provenienza più rigidi. Questa vasta indicazione geografica, che non prevede la menzione riserva né un affinamento obbligatorio in legno, si estende su ben 550 comuni campani, tra cui figura Acerno. Con una resa massima ammessa di 17,0 tonnellate per ettaro e un rapporto uva-vino del 75%, l'IGT valorizza vitigni come Aglianico o Fiano, richiedendo una presenza minima dell'85% per i vini monovarietali dal profilo secco ed equilibrato.