Riconosciuta dal 2004 nei territori di quattro comuni toscani, tra cui Orbetello e Manciano, la DOC Capalbio si distingue per precise scelte di uvaggio che la differenziano dalle denominazioni limitrofe. Nei blend a base di Sangiovese e Trebbiano Toscano, presenti per almeno il 50%, il disciplinare vieta tassativamente l’impiego di Aleatico per i rossi e di Moscato bianco per i bianchi. La produzione impone rese massime di 11,0 tonnellate per ettaro per i vini rossi, stabilendo rigidi tempi di affinamento: i monovitigno di Sangiovese e Cabernet Sauvignon possono essere immessi al consumo solo a partire dal 1° marzo dell'anno successivo alla vendemmia.