Riconosciuta dal 1982, la DOC Capri delimita la propria area vinicola all'intero territorio dell'isola, suddiviso tra i comuni di Capri e Anacapri. Questa denominazione si distingue nettamente dalle realtà limitrofe per una severa norma del disciplinare: l'articolo 7 vieta infatti l'uso di qualsiasi qualificazione aggiuntiva, inclusi i termini "riserva", "superiore", "scelto" o "selezionato". Senza alcun obbligo di invecchiamento, sia il bianco (basato su Falanghina per almeno il 50% e Greco) sia il rosso condividono una resa massima identica di 12,0 tonnellate per ettaro. Nonostante l'istituzione della denominazione, ad oggi il registro ufficiale conta zero produttori verificati sul territorio isolano.