Riconosciuta nel 2023, la denominazione Casauria si distingue nettamente dalle altre produzioni abruzzesi per regole produttive particolarmente severe. Rispetto al generico Montepulciano d'Abruzzo, di cui era sottozona, questo vino impone un limite di resa rigoroso a 9,0 tonnellate per ettaro e vieta categoricamente qualsiasi pratica di arricchimento. Il disciplinare richiede l'utilizzo del vitigno Montepulciano per almeno il 90% e un affinamento minimo obbligatorio di 18 mesi a partire dal primo novembre dell'anno di vendemmia. L'area geografica si concentra nella provincia di Pescara, includendo territori comunali come Bolognano, Castiglione a Casauria e Alanno, dove il vino si esprime con un titolo alcolometrico minimo del 13,0% vol.