Riconosciuta dal 1999, la denominazione Castelli Romani si estende su 26 comuni del Lazio, includendo territori come Albano Laziale e Castel Gandolfo. Rispetto ad altre denominazioni regionali, questo disciplinare si caratterizza per una precisa scelta produttiva: esclude del tutto la categoria riserva e consente la produzione del vino rosato sia tramite vinificazione a contatto limitato delle uve a bacca nera, sia mediante il taglio di uve bianche e nere. Con una resa massima consentita di 16,5 t/ha e un titolo alcolometrico minimo del 10,5% vol per le tipologie bianco e rosato, la produzione si concentra su un profilo sensoriale fresco e armonico.