Riconosciuta fin dal 1973, la DOC Cellatica si distingue nel panorama vinicolo lombardo per un uvaggio rosso estremamente specifico, che impone la co-presenza obbligatoria di Marzemino e Barbera per almeno il 30% ciascuno, affiancati dall'Incrocio Terzi n.1 e dalla Schiava Gentile, entrambi a un minimo del 10%. Nei comuni della denominazione, tra cui Gussago e Rodengo Saiano, le regole escludono l'uso del termine «Riserva». L'invecchiamento qualificato è espresso unicamente dalla dicitura «Superiore», che richiede l'immissione al consumo non prima del 30 settembre dell'anno successivo alla vendemmia, consentendo l'uso del legno per modellare il suo tipico corpo sapido, asciutto e dal retrogusto leggermente amarognolo.