Riconosciuta nel 1973, la DOC Colli Albani si distingue nel panorama laziale per una composizione che esclude categoricamente il vitigno Moscato dalla quota di bacche bianche complementari. Nei territori di Albano Laziale e degli altri cinque comuni dell'area, la denominazione non prevede alcuna tipologia riserva, ma si articola in versioni che spaziano dal novello — che deve essere imbottigliato entro il 20 dicembre dell'anno di vendemmia — fino al superiore. Quest'ultimo, caratterizzato da un titolo alcolometrico minimo del 11,50% al consumo, impone l'uso esclusivo di recipienti in vetro con tappo di sughero di capacità non superiore a 1,5 litri.