Riconosciuta dal 2004, la DOC Colli d'Imola si distingue nel panorama enologico dell'Emilia-Romagna per una singolare flessibilità produttiva. A differenza di denominazioni limitrofe che impongono rigide percentuali di uvaggio, il disciplinare per la tipologia generica 'Colli d'Imola rosso' non stabilisce alcuna quota fissa: i viticoltori di comuni come Dozza possono assemblare a propria discrezione una o più uve a bacca nera non aromatiche idonee alla coltivazione regionale. Questa libertà compositiva è bilanciata da severi limiti di produzione, come la resa massima fissata a 10 tonnellate per ettaro e un titolo alcolometrico minimo del 10,5% vol, che sale per le riserve affinate per almeno 18 mesi.