Riconosciuta nel 2004, la DOCG Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo si distingue nettamente dalle altre denominazioni regionali per la rigidità del suo disciplinare, che impone un limite invalicabile alla resa massima di 9,5 tonnellate per ettaro, senza alcuna tolleranza per esuberi di produzione. Nei trentuno comuni dell'area collinare protetta, tra cui Ancarano e Atri, il vitigno Montepulciano deve rappresentare almeno il 90% dell'uvaggio. L'affinamento minimo di dodici mesi si estende a trentasei mesi per la versione Riserva, che esige almeno dodici mesi di passaggio in legno, definendo un profilo sensoriale secco, armonico e giustamente tannico, caratterizzato da intensi sentori di frutti rossi maturi e spezie.