Riconosciuta dal 2004, la denominazione d'origine controllata Costa d'Amalfi tutela la produzione vinicola di 13 comuni della provincia di Salerno, tra cui Amalfi e Furore. Rispetto ad altri vini campani, l'identità di questa denominazione risiede nella valorizzazione di micro-aree estremamente specifiche. Nella sottozona Furore Bianco, infatti, la specificità è garantita dall'obbligo di affiancare a Falanghina e Biancolella una quota compresa tra il 40% e il 60% di varietà autoctone rare e locali, quali Pepella, Ripoli, Fenile e Ginestra. Questa composizione ampelografica esclude le standardizzazioni, traducendosi in un profilo sensoriale asciutto e armonico che riflette fedelmente il terroir costiero.