Riconosciuta dal 2011, la DOC Falanghina del Sannio regolamenta la produzione di 78 comuni campani, tra cui Airola. A differenza di altre denominazioni limitrofe, questo disciplinare vieta categoricamente l'uso in etichetta di termini come 'Riserva', 'scelto' o 'selezionato', focalizzando l'identità sulla purezza varietale (minimo 85% di uva Falanghina). Con una resa massima di 12,0 t/ha, che scende a 11 t/ha nella sottozona Sant'Agata dei Goti, la denominazione impone regole severe: i vini passiti non possono subire l'aggiunta di mosto concentrato, mentre per tutte le tipologie non spumantizzate vige l'obbligo di indicare l'annata in etichetta.