Riconosciuta dal 1973, la DOC Freisa d’Asti si distingue nettamente nel panorama piemontese per l'esplicito divieto normativo di utilizzare in etichetta la menzione "Riserva", così come i termini "scelto" o "selezionato". La denominazione impone l'impiego di almeno il 90% di uve Freisa coltivate in un territorio collinare di 117 comuni della provincia di Asti, con l'esclusione tassativa di Cellarengo d'Asti e Villanova d'Asti. Questo disciplinare rigido modella una gamma tipologica che spazia dal fresco Frizzante alla versione Superiore. Quest'ultima, caratterizzata da un estratto non riduttore minimo di 23,0 g/l, richiede un affinamento obbligatorio fino al primo novembre dell'anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 6 mesi trascorsi in legno.