La denominazione piemontese Loazzolo DOC si distingue nel panorama dei passiti per un vincolo geografico assoluto: l'intero ciclo di vinificazione, affinamento e imbottigliamento deve avvenire esclusivamente entro i confini del singolo comune di Loazzolo. Ottenuto da uve moscato bianco al 100%, questo vino prevede un'unica tipologia dolce da vendemmia tardiva, vietando esplicitamente in etichetta menzioni aggiuntive come "riserva" o "superiore". Il disciplinare impone un invecchiamento minimo di 24 mesi, calcolati dal primo gennaio successivo alla raccolta, di cui almeno 6 mesi trascorsi in botti di legno da massimo 250 litri, per una produzione limitata da una resa massima di 5,0 tonnellate per ettaro.
Invecchiamento
2 anni di invecchiamento
La denominazione piemontese Loazzolo DOC si distingue nel panorama dei passiti per un vincolo geografico assoluto: l'intero ciclo di vinificazione, affinamento e imbottigliamento deve avvenire esclusivamente entro i confini del singolo comune di Loazzolo. Ottenuto da uve moscato bianco al 100%, questo vino prevede un'unica tipologia dolce da vendemmia tardiva, vietando esplicitamente in etichetta menzioni aggiuntive come "riserva" o "superiore". Il disciplinare impone un invecchiamento minimo di 24 mesi, calcolati dal primo gennaio successivo alla raccolta, di cui almeno 6 mesi trascorsi in botti di legno da massimo 250 litri, per una produzione limitata da una resa massima di 5,0 tonnellate per ettaro.
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