Riconosciuta nel 1999, la DOC Nettuno limita la sua area di produzione ai soli comuni di Anzio e Nettuno nel Lazio. La denominazione si caratterizza rispetto alle zone confinanti per l'impiego specifico del vitigno Bellone, localmente denominato Cacchione, che deve costituire almeno il 30% della base ampelografica del bianco, affiancato da un minimo del 30% di Trebbiano toscano. Con una resa massima consentita di 14,0 tonnellate per ettaro e un titolo alcolometrico minimo dell'11,0% vol, il Nettuno bianco si presenta come un vino secco, fresco e armonico, contraddistinto da un colore giallo paglierino e da un odore fruttato, delicato e gradevole.