Riconosciuta dal 2011, la DOC Roma si distingue nel panorama laziale per un'anomalia normativa: vieta l'indicazione in etichetta dei termini "secco", "amabile" o "abboccato", nonostante queste versioni siano previste. La vinificazione e l'imbottigliamento, pur legati a 64 comuni, si estendono fino ad Aprilia. Per la tipologia Rosso Riserva, il disciplinare impone un affinamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 9 in recipienti di legno non inferiori a 499 litri. Questa precisa restrizione volumetrica modella il profilo sensoriale del rosso, ottenuto da un uvaggio in cui spicca il Montepulciano con un minimo del 50%.