Riconosciuto sin dal 1976, il Rosso di Cerignola rispecchia la specifica fertilità della pianura del Tavoliere. Questa caratteristica geografica si traduce in un limite di resa insolitamente elevato, pari a 14,0 tonnellate per ettaro, che distingue nettamente la denominazione da altre DOC pugliesi. Ottenuto nei territori di Cerignola, Stornara, Stornarella e Ascoli Satriano con un minimo del 55% di Uva di Troia, il vino si presenta asciutto e sapido. Mentre il disciplinare non impone un affinamento minimo per la versione base, la menzione Riserva richiede tassativamente 24 mesi di invecchiamento interamente in botti di legno, regalando un caratteristico retrogusto amarognolo gradevole.
Riconosciuto sin dal 1976, il Rosso di Cerignola rispecchia la specifica fertilità della pianura del Tavoliere. Questa caratteristica geografica si traduce in un limite di resa insolitamente elevato, pari a 14,0 tonnellate per ettaro, che distingue nettamente la denominazione da altre DOC pugliesi. Ottenuto nei territori di Cerignola, Stornara, Stornarella e Ascoli Satriano con un minimo del 55% di Uva di Troia, il vino si presenta asciutto e sapido. Mentre il disciplinare non impone un affinamento minimo per la versione base, la menzione Riserva richiede tassativamente 24 mesi di invecchiamento interamente in botti di legno, regalando un caratteristico retrogusto amarognolo gradevole.