Riconosciuto fin dal 1973, il Rosso Piceno DOC esclude espressamente la menzione "Riserva", differenziandosi dai rossi limitrofi attraverso quattro precise tipologie. Nei tredici comuni dell'area di produzione, tra cui Cossignano, la base si fonda sull'unione di Montepulciano (35-85%) e Sangiovese (15-50%), con una resa massima di 13,0 tonnellate per ettaro. La particolarità della denominazione risiede nella versione "Superiore", vincolata a una ristretta area meridionale: questa tipologia impone un limite di resa a 12 tonnellate e vieta l'immissione sul mercato prima del primo novembre dell'anno successivo alla vendemmia, definendo un rigido periodo di invecchiamento assente nelle altre varianti, come il Novello o il Sangiovese.
Riconosciuto fin dal 1973, il Rosso Piceno DOC esclude espressamente la menzione "Riserva", differenziandosi dai rossi limitrofi attraverso quattro precise tipologie. Nei tredici comuni dell'area di produzione, tra cui Cossignano, la base si fonda sull'unione di Montepulciano (35-85%) e Sangiovese (15-50%), con una resa massima di 13,0 tonnellate per ettaro. La particolarità della denominazione risiede nella versione "Superiore", vincolata a una ristretta area meridionale: questa tipologia impone un limite di resa a 12 tonnellate e vieta l'immissione sul mercato prima del primo novembre dell'anno successivo alla vendemmia, definendo un rigido periodo di invecchiamento assente nelle altre varianti, come il Novello o il Sangiovese.
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