Riconosciuta nel 1999, l'indicazione geografica tipica Tarantino si estende su ventinove comuni pugliesi, tra cui spicca Avetrana, pur registrando attualmente zero produttori certificati. Questa denominazione si distingue nettamente nel panorama vinicolo regionale per le sue rigide regole di assemblaggio: i tagli bivarietali sono infatti consentiti solo se il vitigno minoritario supera la soglia minima del 15% della massa totale. Per il vino rosso base, ottenuto da uve tradizionali come Primitivo o Negroamaro, il disciplinare fissa una resa massima di 23,0 tonnellate per ettaro e un titolo alcolometrico volumico minimo dell'11,5%, mentre la tipologia bianca tollera rese superiori, fino a 26 tonnellate per ettaro.