Riconosciuta nel 2011, la DOC Villamagna si distingue nel panorama abruzzese per una delimitazione territoriale estremamente ristretta a soli tre comuni, tra cui Bucchianico e Vacri. Rispetto al più generico Montepulciano d'Abruzzo, questo uvaggio impone una percentuale quasi totalitaria del vitigno omonimo, pari ad almeno il 95%, e vieta rigorosamente qualsiasi pratica di arricchimento. Con appena 50 produttori certificati, il disciplinare tutela la concentrazione del vino stabilendo una resa massima di 12,0 tonnellate per ettaro e un titolo alcolometrico minimo di 13,0% vol, richiedendo inoltre che i vigneti abbiano raggiunto almeno il quarto anno di età prima di potersi fregiare della denominazione.