Riconosciuta fin dal 1973, la DOC Zagarolo circoscrive la propria area vinicola a soli due comuni del Lazio: Gallicano nel Lazio e Zagarolo. Rispetto ad altri bianchi regionali, questa denominazione si differenzia per l'assenza totale di menzioni riserva o di affinamenti in legno, focalizzandosi esclusivamente su quattro precise espressioni: secco, amabile, Superiore secco e Superiore amabile. L'uvaggio richiede un apporto minimo del 30% di Trebbiano (toscano, verde e giallo) unito a Malvasia bianca di Candia e puntinata, Bellone e Bombino bianco. Nonostante una resa massima fissata a 15,0 tonnellate per ettaro e un titolo alcolometrico di 11,5% vol, la denominazione conta attualmente zero produttori verificati.