Riconosciuto come DOCG nel 2006, il Dogliani si distingue nettamente nel panorama piemontese per l'intransigenza del suo disciplinare. A differenza di altre denominazioni della zona, l'Articolo 2 impone l'utilizzo esclusivo del Dolcetto al 100%. Nei ventuno comuni della zona di produzione, che include Bastia Mondovì e Carrù, ben 547 produttori coltivano vigne con rese massime di 8,0 tonnellate per ettaro. Il carattere peculiare emerge soprattutto nella versione Superiore: oltre a richiedere un titolo alcolemico minimo del 13,00% vol e dodici mesi di invecchiamento, questa tipologia vieta rigorosamente l'arricchimento, definendo un vino rosso rubino, asciutto, armonico e ammandorlato.
Riconosciuto come DOCG nel 2006, il Dogliani si distingue nettamente nel panorama piemontese per l'intransigenza del suo disciplinare. A differenza di altre denominazioni della zona, l'Articolo 2 impone l'utilizzo esclusivo del Dolcetto al 100%. Nei ventuno comuni della zona di produzione, che include Bastia Mondovì e Carrù, ben 547 produttori coltivano vigne con rese massime di 8,0 tonnellate per ettaro. Il carattere peculiare emerge soprattutto nella versione Superiore: oltre a richiedere un titolo alcolemico minimo del 13,00% vol e dodici mesi di invecchiamento, questa tipologia vieta rigorosamente l'arricchimento, definendo un vino rosso rubino, asciutto, armonico e ammandorlato.