Riconosciuta nel 1976, la DOC Valdadige si distingue nel panorama del Trentino-Alto Adige per un disciplinare che unisce settanta comuni, da Ala fino ad Appiano sulla strada del vino. A differenza di denominazioni limitrofe focalizzate su monovitigni rigidi, il Valdadige bianco di base scommette su un assemblaggio flessibile: Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling italico, Müller Thurgau e Chardonnay devono comporre, da soli o congiuntamente, almeno il 20% della massa, integrati da varietà come Nosiola e Garganega. Questa fisionomia corale unisce gli ottantasette produttori sotto un limite di resa di 15,0 tonnellate per ettaro, valido anche per le tipologie frizzanti ottenute da sola rifermentazione naturale.