Produttore
La gamma che ne deriva è volutamente ampia: rossi decisi che toccano il 13% di alcol, bianchi delicati, rosati di buona struttura. È un ventaglio che serve a mostrare la complessità ancora poco frequentata del terroir calabrese, tenuto insieme da un approccio che combina la vinificazione antica del territorio con strumenti più contemporanei di controllo. Quattro sigle, dunque, non come esercizio di quantità ma come modo di far parlare separatamente pendii, esposizioni e suoli che il nome unico della regione tenderebbe altrimenti a confondere in un'unica voce.
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