Produttore
Alfano Luigi si muove tra cinque denominazioni del Salernitano, distribuite su registri diversi. Sul versante del vino convivono l'ambito Castel San Lorenzo DOC, il Cilento DOC e le più estese fasce a Indicazione Geografica—Colli di Salerno e Paestum—dove Aglianico, Barbera e Sangiovese, tra gli altri, sostengono rossi, bianchi e rosati. Ogni etichetta rispetta o supera le soglie alcoliche minime, riflesso dei ritmi di maturazione solare della Campania meridionale. La quinta denominazione cambia materia: il Cilento DOP porta il portafoglio sull'olio extravergine, riconoscibile per la tonalità verde-giallo e per un profilo amaro-piccante deciso. È questa coppia—vigneto e oliveto—a dare all'azienda il suo baricentro, radicato nei suoli vulcanici del Salernitano. Più che rincorrere l'elenco, il lavoro tiene insieme tipi distinti: la DOC di pregio, le IGT di area vasta e la DOP olearia, ciascuna con i propri parametri. Ne esce un presidio che legge lo stesso territorio attraverso denominazioni complementari, dal calice al frantoio.
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