Produttore
Barbarossa lavora quattro denominazioni DOCG delle Marche, un ventaglio che copre zone protette distribuite su quasi quaranta comuni. Il registro spazia dai bianchi ai rossi fino alle bollicine: i due Verdicchio Riserva di Matelica e dei Castelli di Jesi tengono il fronte dei grandi bianchi da invecchiamento; il Cònero, da Montepulciano e Sangiovese con almeno ventiquattro mesi di affinamento, presidia il versante rosso; la Vernaccia di Serrapetrona, declinata in spumante e in rosso, aggiunge una nota locale rara. Quattro denominazioni, quattro grammatiche diverse. Tutto muove dai vigneti collinari presso Candelara, a 204 metri di quota, dove il respiro marino e l'altitudine lasciano la loro firma su ogni etichetta. L'agricoltura biologica non è un'aggiunta ma l'ossatura del metodo, la scelta che tiene insieme un portafoglio altrimenti eterogeneo. Chi vuole capire come un solo produttore concili stili così distanti può fermarsi in azienda: Barbarossa accoglie i visitatori per le degustazioni, ed è lì che le quattro denominazioni si lasciano confrontare fianco a fianco.
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