Produttore
Ogni tipologia risponde al titolo alcolometrico minimo dell'11,5% fissato dal disciplinare, riferimento comune che tiene insieme declinazioni tecnicamente distanti. La scala produttiva e la gestione contemporanea della cantina non recidono il legame con la viticoltura bolognese da cui il Pignoletto trae identità: il patrimonio locale resta il riferimento, la lavorazione moderna lo strumento. Ne emerge una lettura ampia di un'unica denominazione, esplorata attraverso i suoi diversi registri — dal bianco quieto alla bollicina — piuttosto che moltiplicata su più territori. La coerenza del vitigno guida il percorso, mentre la forma nel bicchiere cambia secondo l'esito che si cerca, tra freschezza da tavola e spuma più composta.
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